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Una proposta alternativa

ICoNa nasce dal desiderio di dare corpo a una proposta formativa con il respiro della novità e lo sguardo verso il futuro, ma saldamente appoggiata su una storia più che ventennale sia di pratica clinica che di insegnamento della psicoterapia, maturata dalle fondatrici in una scuola di specializzazione post universitaria a indirizzo cognitivo-costruttivista.
La nostra idea è quella di accogliere l'eredità proiettandola nel futuro, per dare forma a un progetto che contamini il noto con l’inedito.
L’elemento che meglio rappresenta il trait d’union tra passato e futuro è proprio il Direttore Emerito di ICoNa: Gabriele Chiari, colui che, insieme a Maria Laura Nuzzo, ha portato per primo in Italia il costruttivismo kelliano e che ha formato la maggior parte dei professionisti che attualmente insegnano e lavorano come psicoterapeuti di questo orientamento.
L’aspetto più innovativo che ci caratterizza e ci differenzia è la realizzazione di un’impresa Società Benefit SB che rimodula il concetto stesso di organizzazione societaria di profitto economico verso un’entità evoluta che offre contributi per le sfide globali e per migliorare il tessuto sociale e ambientale della collettività.
La nostra mission è accompagnare e sostenere i processi di crescita professionale con proposte personalizzate, volte a sviluppare la costruzione di conoscenze e competenze specifiche, attraverso una riflessione sulle pratiche.
Si rivolge ai giovani professionisti che lavorano nell’ambito dell’intervento psicologico e psicoterapico, interessati non solo alla cura del disagio, ma anche a promuovere salute e benessere nella collettività. Creare attraverso le azioni formative di ICoNa una cultura sensibile alle questioni psicologiche, impegnata nella prevenzione della sofferenza nelle diverse età della vita negli specifici ambiti sociali ci ingaggia in un’impresa di ampio respiro e di grande rilevanza etica.
L’idea poi di uscire dalla cornice degli schemi scontati, già sperimentati, di divergere riportando le cose su piani inattesi è anch’essa un valore che ci contraddistingue anche dal punto di vista teorico e epistemologico.


L’aspetto più innovativo che ci caratterizza e ci differenzia è la realizzazione di un’impresa che rimodula il concetto stesso di organizzazione societaria di profitto economico verso un’entità evoluta che offre contributi per le sfide globali e per migliorare il tessuto sociale e ambientale della collettività.
Costituire una Società Benefit è un modo di coniugare l’imprenditorialità con la sostenibilità in campo sociale, ambientale e economico.
Vuol dire ridisegnare il modo di fare impresa con missioni ad alto valore sociale per migliorare il benessere delle persone coinvolte. Questa scelta racconta molto dei nostri valori, personali e professionali. Ci onora essere tra le prime aziende in Europa e in Italia (neanche un centinaio) che perseguono non solo il profitto ma ideali e valori per contribuire alla salute del pianeta, alla circolarità dell’economia, all’intervento sul tessuto sociale.
Attraverso le azioni formative di ICoNa ci prefiggiamo di promuovere salute e benessere, nonché una cultura sensibile alle questioni psicologiche, impegnata nella prevenzione della sofferenza nelle diverse età della vita negli specifici ambiti sociali.

I nostri occhiali sul mondo

Il cuore del nostro progetto formativo sono le persone viste nella loro irriducibile unicità, nel loro “stile singolare di conoscenza e di esperienza” (Armezzani), nella loro radicale natura relazionale (intersoggettiva), nell’idea di essere espressione di una forma in continuo movimento e trasformazione (Kelly, 1955). Gli assunti da cui partiamo fanno capo ad una visione costruttivista narrativa, in ambito psicologico e relazionale.
E del resto “Una teoria psicologica propone inevitabilmente dei valori, non è solo un enunciato sulle persone, ma un atteggiamento nei loro confronti, un modo di mettersi in relazione”. (Bannister, 1986). Il peculiare sguardo della nostra teoria abbraccia, sullo stesso piano epistemico, tutti i protagonisti della scena: sia essa la relazione terapeutica tra paziente e terapeuta, che il contesto d’aula tra gruppo di professionisti in formazione e docenti.
Questo sguardo è rivolto alla natura processuale della persona che costruisce la sua esperienza, sia essa clinica o formativa, e coinvolge tutti i partecipanti nella riflessione sulle pratiche. “Apprendere vuol dire diventare qualcuno, non solo sapere qualcosa” (Wenger) Il nostro modo di fare formazione non è quasi mai una lezione frontale rivolta ad un pubblico indistinto, ma un processo co-costruito, tra chi insegna e chi apprende, per far sì che anche la teoria più astratta diventi esperienza con implicazioni profonde per le pratiche e per l’identità personale e professionale delle persone coinvolte.


“Una teoria psicologica propone inevitabilmente dei valori, non è solo un enunciato sulle persone, ma un atteggiamento nei loro confronti, un modo di mettersi in relazione”. (Bannister, 1986)

Le teorie di riferimento

Alcuni punti significativi della nostra teoria che fa riferimento alla Psicologia dei Costrutti Personali di George Kelly, alla Fenomenologia e alle elaborazioni narrative e ermeneutiche che la nostra comunità negli ultimi anni sta portando avanti, perché anche le teorie sono forme in movimento, continuamente rivedibili.
  • metafora della persona come soggetto auto-inventivo, narratore generatore di storie e capace di scegliere l’alternativa più elaborativa per sé;
  • orientata verso il futuro: non siamo determinati dal nostro passato, è la nostra anticipazione del futuro che orienta il presente, è quello che immagino di me che mi rende quella che sono;
  • non esiste un’unica realtà, separata da chi ne fa esperienza, ma molteplici costruzioni e narrative;
  • legittimità delle diverse visioni personali del mondo;
  • alternativismo costruttivo: tutte le nostre costruzioni del mondo possono essere riviste o reinterpretate;
  • la pluralità delle prospettive;
  • responsabilità epistemologica: "Siamo responsabili del mondo in cui pensiamo di vivere" (von Glasersfeld);
  • natura relazionale delle costruzioni personali: "Il mondo che ciascuno di noi vede non è IL MONDO, ma UN MONDO che generiamo insieme ad altri" (Maturana);
  • centralità del linguaggio, del dialogo e dell’esperienza per la co-costruzione di nuove storie
  • rifiuto dell’ovvio, uscire dalla cornice, sguardo di confine, curiosità per la contaminazione e la marginalità che spariglia i luoghi comuni;
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